Resoconto della mia visita a Mumia

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Lunedi, 1 giugno 2015

Cari sostenitori e amici di Mumia,

Mi scuso per non aver fatto prima questo resoconto. La protesta per Oscar Lopez Rivera[1] e il Forum della Sinistra mi hanno praticamente preso l’intero fine settimana, da venerdì a domenica sera.

Ho visto Mumia in visita prolungata giovedì 28 maggio scorso. Mumia sembrava meglio in grado di gestire una visita di quattro ore rispetto a quanto lo era stato quando l’ho visto l’ultima volta, e se non fosse stato che me ne dovevo andare, sarebbe stata una visita ancora più lunga. Lui era ancora in sedia a rotelle perché i suoi piedi e le gambe gonfie rendono la posizione molto dolorosa. Nonostante questo dolore egli fa in modo di camminare almeno mezz’ora al giorno. Anche se esile a causa dell’enorme perdita di peso, sembrava stare molto meglio di quando l’ho visto circa un mese fa. Sta mangiando molto, ha mangiato molto più del solito anche durante la mia visita, ha  ancora una dieta per diabetici, e sente che il suo corpo sta cercando di riprendersi dall’enorme perdita di pelle e peso. Il suo volto e la mano destra sono completamente chiare. Il resto del suo corpo non lo è, ma prurito e dolore sono spariti quasi del tutto.

Mumia ha parlato energicamente e il suo stato d’’animo era molto positivo. Ha parlato di come è giunto vicino alla morte. Se non ci fosse stata una protesta internazionale per la mancanza di trattamento adeguato, di fatto CONTRO il “trattamento” che lo stava portando così vicino alla morte, era certo che oggi non sarebbe stato in vita. Egli continua ad essere molto grato per l’amore e il sostegno che ha ricevuto per diversi mesi, ed esprimeva graficamente come lo sentisse nell’aria. Ancora una volta, era ammirato dal nostro movimento, dalla sua potenza ed efficacia.

L’ho salutato all’ingresso del parlatorio dei detenuti perché ho potuto vederlo in difficoltà, riconoscendo il suo sandalo da doccia che copriva il piede spuntando nella stanza delle visite, e mi sono avvicinata per aiutarlo a manovrare la sedia a rotelle. Anche una piccola cosa come passare attraverso una porta con una grande sedia a rotelle non è reso più facile dal personale carcerario. Al contrario, Mumia ha parlato della straordinaria bontà e gentilezza dei detenuti che lo aiutano con attività ordinarie come fare il bagno in infermeria.

Mumia rimane in infermeria. Egli continua a fare i bagni terapeutici prescritti per il suo problema di pelle. Non sta più prendendo ALCUN farmaco per i sintomi del diabete che aveva sviluppato. Il suo livello di zucchero che controlla giornalmente è ancora intorno ad 80, il che suggerisce che la cosiddetta “cura” medica che aveva avuto in infermeria lo aveva portato alla crisi diabetica. Una volta interrotto il farmaco sembra aver recuperato in modo significativo da questo aspetto della sua malattia.

La grande novità, che Mumia mi ha detto con grande sollievo appena entrato, era che il medico del carcere gli aveva appena detto, mentre stava uscendo dalla sala visite, che i risultati della biopsia erano tutti negativi! Questo è stato motivo per festeggiare … ma con attenzione.

Dico GRANDE ATTENZIONE poiché tutti i referti che Mumia sta avendo si basano sulle diagnosi orali dei medici della prigione. Essi interpretano i referti dell’ospedale, e né a Mumia né a sua moglie, agli avvocati o agli specialisti sono stati dati i referti medici veri e propri. Il Department of Corrections [DOC]si rifiuta di consegnare questi referti, sostenendo che non devono farlo perché c’è la causa adesso, finchè non gli venga imposto dai giudici. I rischi per la salute di non condividere i referti ospedalieri completi basati su esami approfonditi sono notevoli, in quanto è impossibile per i medici privati di Mumia consigliare i medici del carcere su come trattarlo senza avere quei referti completi. Questa è una delle richieste che dobbiamo fare immediatamente: CONSEGNARE I REFERTI OSPEDALIERI A MUMIA, SUA MOGLIE, E AI SUOI AVVOCATI di modo che possano essere immediatamente condivisi con il medico specialista privato di Mumia. È assolutamente spregevole e in violazione dei regolamenti propri del DOC, negare le cartelle cliniche e i referti al cliente, ai suoi parenti prossimi e ai suoi avvocati. È chiaramente pericoloso per la salute di Mumia negare i suoi diritti fondamentali da parte del DOC su questa questione della disponibilità dei referti medici. Gli avvocati di Mumia hanno già contestato questa’ultima minaccia alle sue cure mediche. Vi terremo informati, appena avremo informazioni aggiuntive. Nel frattempo chiamate e mandate delle email al DOC chiedendo che vengano immediatamente consegnati i referti ospedalieri di Mumia a lui, a sua moglie e ai suoi avvocati.

Abbiamo sicuramente fatto dei progressi, ma abbiamo una lunga strada da percorrere. Non abbiamo ancora una diagnosi del quadro diabetico, nessuna diagnosi del problema della pelle e nessuna diagnosi di piedi e gambe estremamente gonfi. E non abbiamo referti ospedalieri. Cosa più importante, Mumia resta in carcere dove non può recuperare completamente né avere il tipo di cure di cui ha bisogno. Egli non sarebbe mai dovuto essere in carcere in primo luogo, ma certamente dovrebbe essere liberato subito.

Per Mumia, per la giustizia, per tutti i nostri prigionieri politici,

Suzanne Ross[2]

[1] Sabato 30 maggio migliaia di persone si sono riunite a New York per l’iniziativa “Una Voce per Oscar López”, marcia ed incontro nazionali per chiedere la sua liberazione. Oscar Lopez Rivera, attivista combattente per la causa della libertà di Porto Rico condannato a 70 anni di carcere, è il più vecchio prigioniero politico puertoricano e il 29 maggio è entrato nel suo 34° anno di prigione. Di tutti questi anni, 12 li ha passati in isolamento totale.[ndt]

[2] [membro dell’International Concerned Family and Friends of Mumia Abu-Jamal (ICFFMAJ) , la principale organizzazione che chiede l’immediata liberazione di Mumia. Il ICFFMAJ è stato fondato a Philadelphia, Pennsylvania ed è guidato da PAM AFRICA, dell’organizzazione MOVE ndt]

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