I vaccini, il gregge e lo Stato

riceviamo e pubblichiamo

Sulla questione vaccini si è innescato, come spesso avviene su problematiche che riguardano la massa, il vortice complottismo e anti-complottismo fra le parti in causa, che diventa comunque funzionale al potere in quanto più attrezzato a difendersi: i media, la propaganda e la paura. La leva principale del sistema è quella di mettere nel piatto della bilancia l’importanza della valenza scientifica con i suoi straordinari progressi anche e soprattutto in campo medico e farmacologico contro chi vorrebbe ostacolarne questo corso, secondo la vulgata imperante, con teorie anti-moderne, strumentali e di regresso anti-scientifico, appunto, per oscuri fini o per mediocrità nelle analisi, trasformando così la diatriba in un gioco facile da gestire, per il potere costituito, ovviamente.

 Le teorie scientifiche e le scoperte fatte negli ultimi decenni in campo medico e nello specifico anche dei vaccini, rappresentano sicuramente un effettivo progresso per il genere umano, ma come qualsiasi innovazione sia scientifica sia materiale, essendo per forza di cose sotto l’egemonia del sistema capitalista e quindi del profitto, tracciano un percorso deviandolo da quello che dovrebbe essere per il benessere dell’umanità  e la sua messa in pratica nella società. Mettere in discussione i vaccini o qualsiasi sviluppo innovativo senza mettere in evidenza lo sfruttamento della/sulla scoperta per fini puramente di potere economico e con mezzi coloniali e imperialisti – basti pensare ai conflitti per la conquista di materie prime necessarie per lo sviluppo e il progresso – si rischia di essere oltrepassati facilmente dalla verità del sistema.

Mettere in dubbio i vaccini, appunto, come metodo di prevenzione di malattie infettive è sbagliato e metterne in discussione il principio probabilmente è assurdo e qui si sta giocando la partita importante e infatti le argomentazioni che stanno a metà strada vengono oscurate scientemente per rendere la discussione più fumosa, mistificata e spesso inconcludente.

I vaccini

L’immunizzazione attiva è stata praticata fin dal diciottesimo secolo con la vaccinazione anti vaiolo, secondo il principio di introdurre una malattia artificiale per indurre una risposta difensiva del corpo attivandone la memoria immunitaria, quindi cellulare, ma studi recenti hanno dimostrato che non sempre tutto fila così alla perfezione e che a livello cellulare subentrano altri fattori che ne falsano la certezza immunitaria del farmaco; esistono a livello molecolare equilibri delicati e insospettati fino a qualche tempo fa, ossia cellule di un organismo  che reagiscono a vettori esterni in modo autonomo e diverso da organismo a organismo, rendendo le conseguenze o la riuscita attiva di esso, diversa da soggetto a soggetto, mettendo seriamente in discussione la teoria “dell’immunità di gregge” da imporre con la semplicità di un decreto legge. Tutte le cure per le malattie più importanti e gravi come il cancro, ormai, si basano sulla specificità di ogni organismo in quanto la reazione cellulare di ogni individuo per le cure e diversa come son diverse le reazioni in negativo per innumerevoli fattori; le scoperte mediche storiche, dalla penicillina fino agli antibiotici, hanno tracciato una evoluzione sulle cure per malattie importanti e gravi ma oggi col progresso avanzato in campo medico si è appurato che lo stesso eccesivo utilizzo degli antibiotici, ad esempio, causa mutazioni nelle reazioni immunitarie e cellulari che prima erano sconosciute, anche perché non usati massicciamente come ora , con questo nessuno mette in discussione il loro utilizzo ma semplicemente si mette in discussione la mercificazione, con conseguente consumo forzato e indotto dal/per il profitto, come un qualsiasi altro prodotto, di medicinali fra cui gli stessi vaccini; intanto si continua a perseverare per le vaccinazioni di massa, come dicevamo, dove le stesse casistiche mediche smontano con dati e cifre ufficiali la nullità della loro efficacia in tantissimi casi e la mediocre riuscita in tantissimi altri. Questo, a nostro avviso, è uno dei punti più importanti.

La sicurezza dei vaccini viene data da una fase pre clinica, di  solito fatta in laboratori privati, che dura circa due anni, in cui sono previsti esperimenti sui topi e scimmie per valutarne la capacità di produzione di anticorpi e la dose da somministrare ai volontari sani. Parecchi studi scientifici attuali, prontamente oscurati dal potere istituzionale, sono molto cauti da questo punto di vista, perché non esiste affidabilità nell’estrapolare dati certi da una specie ad un’altra, non garantendo la certezza assoluta. Dall’esperimento animale si passa alla “costruzione” del vaccino gestita dall’industria che non solo da vita al prodotto ma ne certifica la sua attendibilità tramite e insieme all’EMA, l’Agenzia Europea dei Medicinali. Per farsi un idea del “prodotto finito” basta sapere che  la stessa EMA è finanziata per l’83% dall’industria farmaceutica; insomma qualche dubbio sull’autenticità del prodotto e sulle garanzie certificate, probabilmente è reale.

Il gregge

Come accennato prima, la vaccinazione di massa, del gregge, è sempre più messa in discussione  e lo dimostrano anche le sparate della ministra – l’utile idiota della situazione – che cerca in tutti i modi di aggrapparsi alla sua verità, quando cita cifre senza fondamento, spudoratamente false, come la panzana dei 270 morti per morbillo in Inghilterra nel 2014 per non aver fatto la vaccinazione di massa, mentre i dati ufficiali inglesi parlano di 1 (uno) morto nel 2013,  un giovane di 28 anni morto per una polmonite acuta. L’utile idiota che citavamo, non solo l’ha sparata grossa, ma la sua panzana ha ulteriormente rimarcato, per chi avesse ancora qualche dubbio, l’infondatezza del teorema vaccini per tutti; i dati inglesi infatti parlano del contrario: nei primi tre mesi del 2013, in Inghilterra c’è stato un incremento a 587 casi di morbillo, nonostante il livello di copertura da parte del vaccino trivalente MMR, per parotite, morbillo e rosolia, non sia mai stato così alto, con il 94% dei bambini fino ai 5 anni che ne avevano già ricevuto due dosi; in sostanza la copertura vaccinale è stata altissima, ciò nonostante l’epidemia si è sviluppata ugualmente, anche se ovviamente i morti citati  non ci sono mai stati. L’altro dato riportato dalla ministra è quello riguardante alcune zone della Romania dove dalla fine del 2016 e l’inizio del 2017, i casi di morbillo sono stati più di tre mila con 17 morti, ma gli stessi addetti sanitari romeni hanno rimarcato il fatto che i maggiori focolai della malattia si sono riscontrati in zone poverissime, dove si vive in mezzo al fango, al freddo, ai detriti e fogne a cielo aperto e che ovviamente passare dal morbillo alla polmonite in queste situazioni è molto più facile che altrove, ma certamente il vaccino contro la miseria non è all’ordine del giorno, né in Romania né in nessun’altra parte del mondo. Che i fattori ambientali agiscono sul controllo delle epidemie è evidente e provato dal fatto che nelle civiltà con maggior benessere alcune gravi malattie come la lebbra, il colera o la malaria non esistono più e non certamente grazie ai vaccini, visto che in questi casi non ci sono o sono poco efficaci, ma grazie agli antibiotici, a fattori ambientali, nutrizionali ed igienici.

  Credere alle istituzioni e ai suoi burattini è avere poca memoria dei suoi ingranaggi e dei suoi tentacoli affaristici, anche sulla pelle dei malati. Nel 1994 l’ex ministro della Sanità De Lorenzo fu arrestato in relazione a tangenti per circa nove miliardi di lire ottenute da industriali farmaceutici dal 1989 al 1992, durante il suo ministero. Parte della corruzione fu dovuta alle pressioni della GlaxoSmithKline – la società britannica del settore farmacologico, che guarda caso, sponsorizzata da Renzi ed il Pd, sarà la promotrice dei vaccini di massa, messi in discussione –  per far inserire la vaccinazione contro l’epatite B tra quelle obbligatorie. Le vaccinazioni obbligatorie in Italia oggi sono quattro: difterite, tetano, poliomielite ed epatite B che con la nuova legge in discussione diventeranno 10, tra cui quello per la varicella e il morbillo, un’assurdità certificata dalla storia. Quanto all’epatite B, in Italia questo vaccino è obbligatorio dal maggio 1991; De Lorenzo e l’allora responsabile del settore farmaceutico del ministero, Duilio Poggiolini, intascarono dall’azienda produttrice del vaccino Engerix B, 600 milioni di lire per renderlo obbligatorio, nonostante l’assenza di sufficienti sperimentazioni. Certo De Lorenzo e Poggiolini son caduti nel dimenticatoio, ma il vaccino rimane obbligatorio per tutti i neonati. Un vaccino di cui non c’era e non c’è alcuno studio clinico che ne provi l’efficacia. Non si capisce perché mai si debbano vaccinare i bambini al 3° mese di vita – con richiamo al 5° e 11° mese – per una malattia che si trasmette esclusivamente per via sanguigna da sangue infetto o per rapporto sessuale. I bambini nati da madri infette sono invece sottoposti al vaccino anti Epatite B già alla nascita, con i successivi richiami. Non c’è possibilità che un neonato contragga questa malattia per iniezione di droga con siringhe infette o per via trasfusionale; non si capisce quindi perché vaccinare i neonati per l’epatite B se non perché i vaccini o almeno alcuni vaccini sono semplicemente un affare, come è dimostrato dalla stessa sentenza De Lorenzo – Poggiolini, che oltre loro due, riguardava segretari ministeriali addetti alla sanità e ditte farmaceutiche fornitrici del “prodotto”, lo stesso che ancora oggi lo Stato spara in vena ai neonati. “Prodotto”non solo messo in discussione per la sua dubbia efficacia e per gli affari che accennavamo prima, ma anche e soprattutto per la sua pericolosità, per i sui adiuvanti aggiunti: sali di alluminio, formaldeide, etanolo, organismi nano molecolari, ovviamente non presenti nelle schede dei prodotti, sostanze che ormai con una certezza assoluta, sono portatrici di mutazioni cellulari con conseguenti gravi malattie perché essendo bio resistenti e non bio degradabili rimangono nell’organismo non  essendo né modificati da esso né tanto meno smaltiti; costringere il genitore a correre questo rischio  è da folli, ed è irragionevole che lo accetti solo per spirito di obbedienza e sottomissione o perchè non conosce le “contro indicazioni”, com’è assurdo accettare di pagare una sorta di pizzo innaturale per salvaguardare l’amore per il proprio figlio, un amore classista, per chi può praticarlo, per chi può permetterselo.

L’affarismo sanitario  è ormai evidente e non si tratta solo di sporadici casi di corruzione o di mala sanità ma è l’affermarsi sempre più come strutturale al sistema capitalista, dove gli ospedali sono aziende e gli addetti sono amministratori, che redigono bilanci, cercano sponsor, costruiscono profitti e il malato è alla stregua dell’utile consumatore; gli allarmi e le paventate epidemie sono investimenti per possibili malati del futuro costretti a “consumare”nel presente, mentre i malati veri cresciuti negli scarti del sistema sono sempre più numerosi, basti pensare alle malattie da inquinamento urbano che causano 70 mila morti all’anno, a quelle causate da discariche industriali o militari e tutte a carico delle casse pubbliche.

 Lo Stato

La parentesi dei vaccini obbligatori è solo l’ultima sterzata autoritaria, c’e qualcosa di veramente fastidioso in questa fase di obblighi e divieti insinuati e non urlati dallo Stato ultimamente; fastidioso è il metodo subdolo in verità non nuovo, è un metodo non afferrabile, sfuggente eppure reale e devastante. Se mai ce lo fossimo dimenticati, lo Stato ci rimarca che esistono delle classi sociali e che tra esse c’è un divario sempre più grande c’è una distanza da tenere sempre più ampia. Il valore primariamente tutelato è il benessere dei ricchi, di chi fa circolare i soldoni o anche i soldini e che in nome di questo si barrica anche fisicamente contro chi i soldi non ce li ha. Per carità tutto può passare ma non che un cittadino chino al regime capitalista o fautore dello stesso, possa dover vedere da vicino le conseguenze del suo agire sia esso attivo o passivo. Tenere lontano da loro la puzza dei poveri ha due finalità: conservare l’idea di un benessere inattaccabile e  conservare la verginità dalla colpa … Quindi più aumentano i poveri e il loro grado di povertà, più i benestanti si chiudono, si isolano e tengono fuori la miseria visibile. Ecco quindi le nuove frontiere: la proprietà elevata a dimensione sacra, in nome della quale è sacrificabile tutto comprese la libertà e la vita, non è una novità e non lo è neanche la necessità di difenderne l’aspetto.. eppure pur odorando di tristi passati, la norma che inneggia al decoro prevedendo divieti di avvicinamento alle strade e ai quartieri bene è un passo avanti. E questa necessità paurosa e schifiltosa di allontanare la si legge anche nel tentativo di obbligare i genitori a far vaccinare i propri figli. La malattia, il terrore del contagio, l’insinuazione che i migranti siano i nuovi untori, l’ansia di proteggersi, l’ansia di uniformarsi, l’ansia di non correre il minimo rischio, tutto questo ci ricorda la divisione dei quartieri, la necessità di vivere fianco a fianco solo con i tuoi pari. Ma c’è un altro aspetto: Il decreto vaccini prevede che il tso che tu dovrai imporre a tuo figlio, se non eseguito comporta una sanzione pecuniaria. L’ultimo fastidioso divario, l’ultimo isolamento sarà il tuo corpo, ma una possibilità di scelta ce l’hai: paga.

 

AlcunX compagnX

 

One response to “I vaccini, il gregge e lo Stato”

  1. Concordo con il senso dell’articolo.
    Ma c’è una questione che mi rode dentro da quando questa “battaglia” è iniziata: perché adesso?

    Ho due figli, di 14 e 16 anni, non vaccinati. Al tempo, ho letto libri, ricerche, articoli. Ho parlato con medici pro e contro. Insomma, la mia è stata una ricerca individuale difficile, come difficile è stata la decisione presa. Anche allora i vaccini obbligatori erano quattro, ma di fatto ne venivano praticati sei, in quanto era praticamente impossibile trovare i singoli vaccini, e l’esavalente “è così comoda”…

    Ora, la battaglia è per questi quattro vaccini in più?
    A leggere, sembra di no, è una battaglia sui vaccini in generale, non sui quattro aggiunti (inizialmente sei) da questo nuovo decreto emergenziale.

    Per questo mi sale spontanea la domanda: perché adesso? E se fosse un modo, il motivo non lo conosco, per cambiare in qualche modo i protocolli a vantaggio di qualche nuova lobbies?

    Sono complottista? Forse. O forse no. Ma che ora tutte queste persone scendano in piazza perché “sei vaccini andavano bene fino a ieri e non mi sono mai sognata di oppormi ma adesso che sono dieci metto in discussione anche i precedenti sei” mi sembra una manipolazione. Ancora non si comprende per mano di chi, ma il tempo farà chiarezza.

    Saluti.

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