Bambini palestinesi

reuters

Bambini palestinesi, i bersagli dei nuovi barbari

La ferocia e la barbarie dell’occupazione sionista in Palestina non hanno fine e oltrepassano ogni limite della decenza umana. Dopo le centinaia di bambini sepolti e martoriati dalle diverse incursioni aeree delle ultime escalation di guerra d’occupazione, sono decine i minori presi, quotidianamente, come bersagli dai soldati sionisti con l’utilizzo di proiettili di gomma, i rubber bullet , potenti e devastanti, che anche se non sono di piombo, colpiscono e distruggono, come se lo fossero.

L’ultimo episodio è di qualche giorno fa, nel campo profughi a Shufat, dove un bambino di appena 10 anni, colpito in pieno volto, ha perso un occhio e ora si ritrova in ospedale in gravi condizioni, con la faccia devastata e fratture al cranio.

Dall’inizio dell’anno sono più di trenta i bambini colpiti fra la Cisgiordania e Gerusalemme est, secondo l’ultimo rapporto dell’organizzazione Defense for Children International – Palestine (DCIP), che dichiara inoltre che quella di colpire i bambini è proprio una strategia israeliana, una nuova strategia del terrore. Con questa tecnica del “tiro al bersaglio”, solo nel 2014 , undici di questi ragazzi colpiti, sono rimasti uccisi. La ferocia nazista di questi nuovi barbari, che sputano persino sulla propria storia, arriva al punto che i loro gerarchi offrono le borse di studio universitario come premio ai loro “eroi” che stanno macellando la Palestina, bambini compresi. 

Piena solidarietà a chi combatte la belva sionista.

Onore alla resistenza palestinese.